Progettazione intervento di stabilizzazione puntuale di un setto murario perimetrale della biblioteca di Palazzo Mosti – Dipartimento di Giurisprudenza.
L'edificio, sede della Facoltà di Giurisprudenza, è stato realizzato a partire dalla fine del XV secolo, subendo poi nel corso degli anni numerosi interventi di ampliamento, demolizione e consolidamento. La vicenda storica di Palazzo Mosti può essere divisa in tre momenti: dal 1493 al 1801, inizio e completamento della costruzione; dal 1801 al 1893, un periodo che si può considerare di "status quo"; dal 1893 ad oggi, fase di demolizioni e ricostruzioni.
Ad oggi il palazzo risulta, nel complesso, in buono stato di conservazione, ma la presenza di diffuse lesioni sulla muratura della porzione in oggetto ha reso necessaria l'analisi del quadro fessurativo e la predisposizione di strumenti di monitoraggio, al fine di eseguire una corretta valutazione statica. A seguito del rilievo del quadro fessurativo, è stata predisposta l'installazione di fessurimetri, allo scopo di monitorare l'evoluzione delle fessure negli architravi.
È stata inoltre condotta una campagna geognostica mediante l'esecuzione di prove piezocono e SCPTU (piezocono sismico) e sondaggi a carotaggio continuo, con prelievo ed esame di campioni indisturbati in tutti gli strati significativi di terreno.
Le fondazioni esistenti si innestano a circa -2,4/-2,5 m dal piano campagna, ossia sullo strato sabbioso di buona qualità e capacità portante. Tale strato sabbioso risulta di spessore particolarmente limitato: lo strato sottostante, di natura argillosa, presenta elevata compressibilità e valori di resistenza alla punta molto bassi, ossia caratteristiche meccaniche scadenti.
Una volta individuato il cinematismo dell'ala del fabbricato in oggetto, si è eseguito il progetto di stabilizzazione puntuale di un paramento murario sofferente.
Sono state valutate varie tecniche di intervento e, data la stratigrafia del terreno riscontrata dalle prove in sito, si è ritenuto che l'intervento meno invasivo e con il miglior rapporto costi/benefici fosse l'iniezione con resine espandenti nel terreno sottostante la parete in esame.
Le iniezioni di resina espandente non modificano lo stato fisico del terreno, come avviene invece per le iniezioni di malte o miscele cementizie, ma solamente le sue proprietà meccaniche: la resina, espandendo, determina l'addensamento del terreno, aumentandone la densità relativa e quindi la resistenza e la rigidezza.
L'intervento è stato calibrato in modo da riportare il terreno alle caratteristiche meccaniche precedenti il dilavamento causa del dissesto, ossia a circa la stessa resistenza e la stessa rigidezza: si esegue dunque un ripristino delle caratteristiche meccaniche del terreno allo stato pre-erosione, senza comportare alcuna modifica rispetto allo stato indisturbato.
Diagnosi e intervento, passo per passo
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La porzione di Palazzo Mosti oggetto dell'intervento, evidenziata in rosso: l'ala della biblioteca del Dipartimento di Giurisprudenza, sul retro del corpo principale affacciato su Corso Ercole I d'Este.
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I quattro fessurimetri installati in biblioteca, alla sommità delle murature dove correva il quadro fessurativo — sopra architravi, porte e scaffalature — per registrarne l'apertura nel tempo.
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Oltre tre anni di letture: il movimento delle lesioni segue da vicino l'oscillazione della temperatura interna ed esterna, stagione dopo stagione — un andamento ciclico che ha aiutato a distinguere un fenomeno termico da un dissesto in evoluzione.
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La sezione stratigrafica ricostruita dalle prove in sito: la fondazione appoggia a -2,40 m su uno strato sabbioso poco spesso, sotto al quale l'argilla ha caratteristiche meccaniche scadenti — lo strato evidenziato in rosso, tra -2,40 e -4,00 m, è quello trattato con le iniezioni.
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Un riferimento storico consultato in fase di analisi: le "palafitte di costipamento" per terreni alluvionali ghiaiosi e sabbiosi, la tecnica fondativa in uso all'epoca della costruzione del palazzo — utile per interpretare come e perché le fondazioni esistenti furono realizzate a quella profondità.
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Lo schema della tecnica scelta: resina espandente iniettata nel terreno sotto la fondazione, che ne addensa gradualmente gli strati (le campiture colorate) mentre il movimento della parete viene tenuto sotto controllo dalla strumentazione topografica in superficie.