Consolidamento, a causa di elevato rischio idrogeologico, delle sponde del Canale Lombardo in Comune di Comacchio.
L'area di intervento riguarda il tratto del Canale Lombardo, parallelo alla SP15, per un tratto di circa 1.100 m, ricompreso tra la chiavica di regolazione di immissione dell'acqua (in corrispondenza della Manifattura Marinati) a ovest e il ponte pedonale del Parcheggio di Porta del Carmine a est.
La sponda nord, che costituisce la scarpata del rilevato su cui scorre la SP15, presenta segni di erosione e franamento diffusi per la maggior parte della sua lunghezza, dovuto all'azione della corrente dell'acqua del Canale Lombardo. La vegetazione prevalente è costituita da prateria igrofila e rovi, con alcune presenze di alberature infestanti (Ailanto).
Il progetto prevede lo sfalcio meccanico della vegetazione autoctona spontanea e la potatura delle alberature autoctone, al fine di preservare le caratteristiche naturalistiche e paesaggistiche dell'area, e la rimozione delle specie infestanti; la risagomatura della sponda con terreno di riporto così da ripristinare la pendenza adeguata del terreno pari a 3/2.
Rilievo dendrologico
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Il rilievo dendrologico dell’area di intervento, ha permesso l’individuazione preliminare di tutte le essenze arboree presenti. In questo modo è stato possibile distinguere le specie autoctone (da preservare e proteggere), da quelle alloctone (infestanti).
La posa di un sistema di consolidamento alla base della scarpata, costituito da pali infissi e pannelli di contenimento con trave parabordo e capitello di coronamento, tutto in legno di Azobé durame.
L’Azobé, o Ekki, è una pianta ad alto fusto diffusa nella fascia equatoriale africana attorno al Golfo di Guinea. Per le sue ottime doti di resistenza meccanica e di durabilità è indicato per strutture portanti che devono sopportare notevoli sollecitazioni, anche se poste in opera all’esterno o in ambienti umidi — tra cui le ottime caratteristiche di durata in immersione nell’acqua marina, che ne fanno una scelta ottimale per i lavori di porti e banchine navali. L’uso del legno di Azobé nelle opere idrauliche era pratica diffusa nei Paesi Bassi già agli inizi del XX secolo.
Il sistema di pali e pannelli è completato da ancoraggi metallici, infissi nel terreno del rilevato arginale.